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NethServer 8: backup del cluster e delle applicazioni, cosa cambia
In NethServer 8 il backup della configurazione del cluster e quello delle applicazioni hanno ruoli diversi. Ecco cosa conservare e come preparare un ripristino.

Due copie con compiti differenti
In NethServer 8 la protezione non coincide con un unico file. Il backup delle applicazioni conserva i dati e la configurazione dei servizi selezionati; il backup del cluster è invece un piccolo archivio cifrato che contiene le impostazioni generali necessarie al recupero, comprese le destinazioni di backup e le relative chiavi di cifratura. Questa distinzione è fondamentale: conservare soltanto le copie delle applicazioni può non bastare per aprirle rapidamente su una nuova installazione. La documentazione consiglia quindi di scaricare periodicamente anche il backup del cluster e di custodirlo, insieme alla password, in un luogo sicuro.
Destinazione, pianificazione e conservazione
Dalla pagina Backup and restore si possono configurare destinazioni locali, condivisioni Windows SMB2 o SMB3, Amazon S3, Backblaze B2, servizi compatibili S3 e provider gestiti tramite Rclone. Dopo aver scelto la destinazione, si selezionano le applicazioni, l’orario e la politica di conservazione. Il pannello consente anche di avviare manualmente un’esecuzione e consultarne l’esito. Se due pianificazioni comprendono la stessa applicazione e si sovrappongono, la seconda viene rinviata; se la prima non termina entro un’ora, le altre esecuzioni in conflitto risultano fallite. Gli orari vanno quindi scelti osservando durata e quantità reale dei dati.
Un esempio pratico per un piccolo ufficio
Immaginiamo un unico server NS8 con file server, posta e un’applicazione collaborativa. Le copie giornaliere vengono inviate a una destinazione separata, mentre il file cifrato del cluster viene scaricato e conservato fuori dal server. Se l’host diventa inutilizzabile, si prepara un nuovo nodo, si cambia subito la password amministrativa predefinita e si importa il backup del cluster con la sua password. A quel punto si scelgono le applicazioni e gli snapshot da recuperare. La procedura riduce le informazioni da ricostruire a memoria, ma non elimina la necessità di documentare indirizzi, DNS, dipendenze e priorità operative.
Il limite del disaster recovery
La procedura guidata di disaster recovery descritta da NethServer 8 è progettata per ripristinare un cluster composto da un solo nodo. Prima di avviarla bisogna verificare lo spazio disponibile sul nuovo sistema, perché il processo non controlla automaticamente che sia sufficiente. Anche la connettività verso la destinazione di backup deve funzionare. Inoltre, i certificati ottenuti con Let’s Encrypt non fanno parte del backup delle applicazioni e devono essere richiesti nuovamente dalle impostazioni dopo il ripristino. Sono dettagli che possono trasformare una copia tecnicamente presente in un rientro in servizio più lungo del previsto.
Ripristinare non significa sempre sostituire
Il pannello permette di selezionare una singola applicazione e uno specifico snapshot. Se l’applicazione è già installata, è disponibile l’opzione per sostituire l’istanza esistente al termine del recupero. Alcuni servizi hanno però comportamenti particolari: per Samba il risultato dipende dalla presenza del dominio utenti nel cluster, mentre il recupero di Traefik riguarda certificati caricati manualmente e rotte HTTP definite dall’utente. Solo alcune applicazioni consentono inoltre il ripristino selettivo di singoli elementi, come file o cartelle nelle condivisioni Samba e cartelle di posta. Prima di un’emergenza conviene quindi leggere le note specifiche di ogni servizio utilizzato.
La prova che completa il backup
Una strategia credibile comprende tre verifiche: esito delle esecuzioni, disponibilità del backup cifrato del cluster e prova di recupero. Il test deve essere pianificato, svolto senza avviare contemporaneamente copie duplicate della stessa applicazione e accompagnato da un controllo funzionale dei servizi. È utile annotare il tempo necessario, gli interventi manuali e le credenziali richieste, senza conservarle in chiaro nel verbale. Dal 27 marzo 2026, con il traguardo NS8 8.8 e Core 3.18, l’interfaccia include anche l’importazione rapida delle destinazioni a partire dal backup del cluster. È un aiuto operativo, non un sostituto delle prove periodiche e della custodia corretta delle chiavi.
Fonti e riferimenti
Fonti consultate il 12/10/2026.
